Florenzia e il cammino verso la santità

A sinistra la chiesetta della Casa di preghiera di Pirrera, una volta abitazione della famiglia Profilio dove Giovanna è nata ed ha vissuto la sua fanciullezza e la sua prima giovinezza. Da qui il 30 dicembre 2014 è partita una processione che si è diretta alla Chiesa parrocchiale dove altri fedeli erano giunti in pulman da Lipari.. Quest'anno il 30 dicembre, giorno della nascita di Florenzia, ha assunto una particolare solennità perché il prossimo aprile si riaprirà il processo canonico e quindi riprende il cammino per il riconoscimento della sua santità. E’ opportuno fare quindi il punto sulla strada percorsa sino ad ora.

 

“Non posso dire –  afferma nel Processo Canonico Madre Pia Rusignuolo – che la Serva di Dio, mentre era vivente abbia avuto da noi l'appellativo  vero e proprio di 'Santa', anche perché quando eventualmente ci permettevamo di accennarle il luminoso esempio che Essa ci dava con l'esercizio delle virtù, ci metteva immediatamente a tacere e, nella sua umiltà, ci diceva che siamo tutte persone soggette a mancare nei nostri doveri verso Dio e verso gli uomini, reputandosi anch'essa una peccatrice...Posso però dire che la fama di santità della Serva di Dio cominciò a diffondersi dopo la Sua morte e si è sempre più cresciuta negli anni successivi. Questa fama...non solo è diffusa fra noi suore e nei nostri ambienti,ma anche fra tutte quelle persone, che ebbero la fortuna di conoscerla”.

Sul tenore di questa testimonianza si sviluppano pressoché tutte le altre che sono state rilasciate nei quattro processi tenuti dinnanzi all'Arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela ( 31 ottobre 1985- febbraio 1991), ad Acireale ( 8 ottobre 1986 – 17 febbraio 1987), a Palermo (24 novembre 1986 – 3 luglio 1989) ed il Vicariato di Roma (7 febbraio 1986 – 23 maggio 1987). 

Il cammino verso il riconoscimento della santità di Florenzia  comincia nel 1985 quando le suore del suo Istituto presentano richiesta all'Arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela – tramite il postulatore P. Luca de Rosa,O.F.M, perché apra l'inchiesta Diocesana per una sua possibile beatificazione. L'Arcivescovo Mons. Cannavò riscontra che esistono le condizioni di massima e fa richiesta alla Congregazione per le Cause dei Santi di autorizzare a proseguire nella strada avviata. Il “nulla osta” per l'inizio del processo diocesano di beatificazione arriva il 20 dicembre del 1995. Da questo momento Florenzia può essere chiamata “Serva di Dio”. E' solo l'inizio di un lungo cammino ma è un punto di partenza importante. Si raccolgono fra Messina, Acireale, Palermo e Roma sessantuno testimonianze che assieme ad altri documenti che ripercorrono gli 83 anni della Serva di Dio, “senza vuoti apprezzabili” viene mandata a Roma alla Congregazione. Questa nomina il P.Cristoforo M. Bove, OFM conv., Relatore della Causa che guiderà l'organizzazione e la stesura della Positio super Virtutibus cioè un dossier, in due volumi, dove si esprime con criterio la “dimostrazione ragionata” delle presunte virtù eroiche, usando testimonianze e documentazioni raccolti nell'Inchiesta diocesana. La Informatio relationis che introduce la Positio è stata sottoscritta a Roma il 25 settembre 1998 dal Relatore della Causa. Ora si attende il giudizio del Congresso dei teologi, una commissione di nove teologi che dovranno esprimere il parere. Se il parere sarà favorevole si avrà una riunione di Cardinali e Vescovi della Congregazione dei Santi, terminata la quale il Papa autorizza la lettura del Decreto ufficiale sull'eroicità della virtù della Serva di Dio che potrà essere chiamata “venerabile”. Si chiude così la prima fase del processo di canonizzazione. La fase successiva è la Dichiarazione di beatificazione, per arrivare alla quale deve essere riconosciuto un miracolo attribuito all'intercessione della venerabile cioè un segno inequivocabile che Florenzia è in Paradiso e di là può e vuole soccorrere i vivi. Per riconoscere un miracolo occorre anche qui una inchiesta diocesana, con lo stesso iter che ha portato alla nomina a venerabile, e quindi l'affidamento alla Congregazione dei Santi e l'esame della Positio sul miracolo da una apposita commissione di medici. Solo a questo punto il Papa può proclamare la Venerabile Beata in una Messa solenne e stabilire una data della memoria nel calendario liturgico locale e della Congregazione delle Suore francescane dell'Immacolata Concezione di Lipari. Infine per essere dichiarata Santa si rende necessario il riconoscimento di un altro miracolo, con lo stesso procedimento del precedente, ed a questo punto il suo culto viene proposto a tutta la Chiesa.