Il Decreto di Venerabilità di Madre Florenzia Profilio

MESSANENSIS – LIPARENSIS – SANCTAE LUCIAE

 

Beatificationis et Canonizationis

Servae Dei FLORENTIAE IOANNAE PROFILIO

Fundatricis

Instituti Sororum Franciscalium ab Immaculata Conceptione Liparensium

(1873 – 1956)

 

Super Virtutibus

 

«Mostrami, Signore, la tua via, perché nella tua verità io cammini» (Sal 86, 11).

 

Le parole dell’antico cantore di Israele riecheggiano con singolare evidenza nella vita e nella spiritualità della Serva di Dio Florenzia Giovanna Profilio. La ricerca del “volto” del Signore caratterizzò il suo percorso e si tradusse in una coerente e feconda testimonianza allo Sposo divino.

La Serva di Dio nacque a Pirrera, nell’isola di Lipari (ME), il 30 dicembre 1873. Quarta figlia, fu battezzata con il nome di Giovanna. Crebbe ricevendo in famiglia una solida educazione umana e cristiana e ben presto iniziò a frequentare con gioia ed entusiasmo la parrocchia del suo piccolo villaggio. Percepì i segni della vocazione alla vita consacrata, ma diverse difficoltà le impedirono di realizzare il suo desiderio: l’ostilità da parte della madre, la morte del padre nel 1895, l’emigrazione dei Profilio negli Stati Uniti d’America.

Così la Serva di Dio si stabilì con la famiglia a New York, dove iniziò a lavorare in fabbrica; ma non venne meno il suo percorso spirituale, che anzi lei consolidava frequentando un convento dei Frati Minori Francescani. Nel 1898 ottenne di poter far parte della Congregazione delle Suore Terziarie Francescane di Allegany, nello Stato di New York; l’anno seguente, ricevette l’abito francescano e assunse il nome di Florenzia; il 22 luglio 1900 emise i voti temporanei.

Dopo quattro anni di permanenza a New York, la madre decise di ritornare in Italia, ristabilendosi a Lipari con i figli. Anche Suor Florenzia, convinta dal vescovo di Lipari a formare una nuova comunità religiosa a servizio delle necessità dell’isola, li raggiunse nel 1905.

L’opera ebbe inizio. La nascente comunità si mise al lavoro per sollevare le sorti degli orfani, degli anziani, delle famiglie, che vivevano una vita disagiata per le particolari circostanze del luogo, isolato dal mondo e privo di risorse economiche. Si aprì la prima casa del nuovo Istituto e il vescovo emanò il decreto di approvazione della Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari. Il 2 agosto 1906 la Serva di Dio emise le professione perpetua e venne nominata Fondatrice e prima Superiora Generale del nuovo Istituto. Conserverà tale ufficio fino al giorno della sua morte.

La nuova famiglia religiosa si estese progressivamente in Sicilia, in Italia e all’Estero. Con zelo e dedizione Madre Florenzia indirizzò le Suore in vari campi di assistenza e apostolato: asili, educandati femminili, refezioni scolastiche, orfanotrofi, ospedali, pensionati, assistenza agli anziani e agli invalidi abbandonati, colonie estive, scuole elementari, scuole artigianali con laboratori, istruzione catechistica, cooperazione alle opere parrocchiali. Nel 1953 fu fondata la prima casa in Brasile e poi in Perù.

Era soprattutto il suo esempio a costituire un forte stimolo formativo.

Nella vita della Serva di Dio, infatti, si delinea una limpida traiettoria, che, nonostante difficoltà e ostacoli, costituisce il filo conduttore delle sue convinzioni, dei suoi sentimenti e delle sue scelte: Gesù Cristo è l’unico assoluto, che dà significato e orientamento a tutti i valori.

         La sua vocazione maturò in un insieme di prove dolorose, che resero sempre più consapevole e generosa la sua vita interiore e la fecero progredire nella pratica della virtù. Madre Florenzia alimentava la sua spiritualità con la meditazione della Parola di Dio, con la preghiera costante, con un incondizionato amore a Cristo e alla Chiesa. L’Eucaristia e l’imitazione della Beata Vergine erano il centro dei suoi pensieri e delle sue decisioni e la sorgente della sua attività educativa e assistenziale.

         Un altro aspetto del suo profilo spirituale fu il costante esercizio della carità. A servizio dei fratelli afflitti da ogni genere di povertà, la Serva di Dio annunciava il vangelo testimoniandolo con la vita e considerava l’amore al prossimo come un prolungamento dell’amore verso Dio. «L’Amore sia il movente di ogni vostra aspirazione e di ogni opera intrapresa, l’Amore che innalzi all’Onnipotente un cantico di gloria, di gratitudine e di riconoscenza…»: queste parole, da lei indirizzate alle consorelle, erano il motore e l’ispirazione della sua attività.

         La sua naturale spontaneità si distingueva per una certa energia, a volte anche rigida, non di rado presente negli abitanti di piccole isole; ma la sua tempra forte veniva equilibrata da un senso di prudenza e di mitezza, frutto di un costante impegno interiore, particolarmente evidente nei momenti del dolore e della prova, da lei vissuti come un dono di grazia che la favorivano nella sua comunione con il Crocifisso. Alla scuola della spiritualità francescana, Madre Florenzia pose la sua fondazione sotto l’insegna dell’Immacolata Concezione di Maria, ulteriore segno della filiale devozione mariana che aveva alimentato tutto il suo percorso di vita.

Al termine di una lunga vita, tutta dedicata ad alleviare sofferenze e solitudine e ad istruire generazioni di fanciulli e adolescenti, la Serva di Dio chiuse la sua giornata terrena a Roma il 21 febbraio 1956, circondata da una diffusa fama di santità.

        In virtù di questa fama, dal 31 ottobre 1985 al febbraio 1991 presso la Curia ecclesiastica di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela fu celebrato il Processo ordinario, mentre avevano luogo i Processi rogatoriali presso le Curie ecclesiastiche di Acireale e Palermo e presso il Vicariato di Roma: la loro validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 18 novembre 1994. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, l’11 giugno 2015 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 20 marzo 2018, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Fatta dunque dal sottoscritto Cardinale Prefetto un’accurata relazione di tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco, Sua Santità ratificando i Voti espressi dalla Congregazione delle Cause dei Santi ha dichiarato:

Consta delle virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché delle virtù cardinali della Prudenza, della Giustizia, della Fortezza e della Temperanza e delle virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Florenzia Giovanna Profilio, Fondatrice dell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari, nel caso e nell’effetto di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi stabilito che fosse preparato questo Decreto e promulgato negli Atti della Congregazione delle Cause dei Santi.

Dato a Roma il 14 aprile dell’Anno del Signore 2018

 

Angelo, Cardinale Amato

Prefetto