La lettera alle comunità per il Natale 2015 della Superiora generale, Madre Liliana

  Carissime,                              BUON  NATALE 2015!

                                                                                             

                  Il Bambino nato per noi ci riempia di ogni gioia, della sua Pace, del suo immenso Amore.

              Ci renda luminosi contemplatori del suo volto, dispensatori di speranza e costruttori di Pace.

 

    Un altro anno è trascorso, un altro Natale. In giro, le persone si affannano, corrono, si organizzano per i motivi più vari.

Davanti a questo spettacolo poniamoci la domanda: quale consapevolezza abbiamo noi dell'evento di Grazia che si rinnova? Chi è per me questo Figlio di Dio che nasce? Quale la mia disposizione interiore per accoglierlo? Quali i propositi per questo nuovo anno?

Certo, lo sappiamo bene: il Figlio di Dio è nato… ed è anche morto e risorto. Ma l’ingresso del Verbo eterno nella storia non è un rito da commemorare e neppure un evento chiuso, ancorato al passato. Esso richiede, invece, l’attenzione di ogni uomo; la mia in particolare: non posso rimanere indifferente dinanzi a un evento così unico, singolare, inaudito. Ognuno è chiamato ad accogliere Gesù, con fede, nella propria vita.

OGNUNO... IO PRINCIPALMENTE SONO CHIAMATA AD ACCOGLIERLO!!!

Gesù viene nel silenzio più totale; entra in questo mondo come una brezza leggera e sommessa, quasi per dirci che egli non obbliga nessuno ad amarlo. Nonostante la durezza dell’uomo, egli non viene mai meno nell’amore per lui. Cristo desidera che il mondo lo accolga; solo così può dire a ogni creatura che Lui solo è il Salvatore di ogni uomo, a qualunque etnia e cultura appartenga: io sono la Via, la Verità, la Vita (Gv 14,6).

Conta poco sapere che è nato; conta poco tale verità se, ancora una volta, lo si lascia fuori dalle nostre occupazioni, dalla nostra esistenza concreta, come avvenne il giorno della sua nascita.

Allora, come oggi, tutti erano occupati a fare qualcosa, a organizzarsi, affaccendandosi per le cose di questo mondo. No, non c’era posto per Lui nell’albergo. Così, ancora una volta, non c’è posto per Lui in questa storia, nella nostra vita quotidiana.

Forse, ci basta saperlo adagiare in una grotta di sughero, inserirlo in un bel presepe decorativo: questo gesto ci infonde un pizzico di serenità, ci libera probabilmente da qualche senso di colpa. Ma il gesso, la resina, le statuine, le raffigurazioni artistiche della natività, non salvano. Ciò che salva è la fede in Cristo, l’accoglienza della sua parola e l’affidamento della nostra vita a Lui. Conta poco sapere che è nato, se ancora una volta Cristo resta fuori dalla porta del nostro cuore. Con l’orecchio della fede sentiremmo la sua voce che sussurra: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20).

Immaginiamo anche l’appello di Maria, sua madre: oggi chiederebbe a tutti noi di accogliere il suo Bambino e di riscaldarlo con la nostra vita. Il vero gelo che Gesù Bambino avverte, specialmente nella società odierna, è quello che proviene dall’insensibilità di quanti raffreddano il loro cuore e non sentono il Suo richiamo di amore, di conversione. Gesù soffre quando dopo averlo ricevuto nell'Eucaristia non sappiamo mostrarlo nella nostra vita e non sappiamo donarlo a quanti avviciniamo...

Lasciamoci, dunque, catturare dall’amore di Cristo, un amore che non si offusca mai, perché Lui è venuto per tutti: è venuto per me che devo ritenermi una prediletta del Suo cuore, ricco di misericordia e di perdono.

Quale augurio fare a questo punto?

Carissime, credo di uniformarmi ai desideri e alle indicazioni della nostra Fondatrice, Madre Florenzia, dicendo che questo Natale è una Grazia per ciascuna, un dono, una ulteriore occasione per contemplare l'Amore di Dio e imparare a irradiare attorno a noi la straordinaria bellezza che con la sua umanità Egli riversa momento per momento nella nostra vita. Se teniamo fisso  il nostro sguardo su di Lui, se non ci stanchiamo di stare a questa scuola di santità, se accumuliamo nel nostro cuore i suoi sentimenti e li esprimiamo in tutti i modi del nostro essere e del nostro operare, sarà veramente un BUON NATALE, ogni giorno, perché vivremo con Lui e lo vedremo fin d'ora così come Egli è.

A tutte confermo l'appuntamento nella Santa Messa e nell'Eucaristia del giorno Santo di questo Natale, lì vi sussurrerò, guardando il Bambino, i miei Auguri di Pace, Bene e Amore ; lì ascolterò i vostri e saranno una melodia per il Bambino di Betlemme, come il canto degli Angeli sulla grotta, canto che allieterà il suo rinnovato impegno ad essere per noi l'EMMANUELE , il Dio con noi.

Grazie, Signore Gesù!!!                                       

                                        Con fraterno affetto                            Suor Maria Liliana

                                                                                                       (Superiora generale)

Dalla Casa Madre di Lipari il 24 dicembre 2015