La vita di Florenzia

Per una conoscenza completa ed esauriente in tutti i suoi aspetti dobbiamo andare indietro nel tempo e trasportarci in una piccola frazione delle Isole Eolie, a Pirrera di Lipari, una località campestre, alla fine dell’800, dove abitava la famiglia Profilio. Lì infatti il 30 dicembre 1873 nasceva Giovanna, che veniva accolta oltre che dalla mamma Nunziata Marchese e dal papà Giuseppe, da altre due sorelle.

Subito battezzata, la bambina visse un’infanzia serena e felice, a contatto della natura, rigogliosa e splendente nei suoi colori e nella varietà delle forme. Dalla famiglia profondamente cristiana imparò l’amore di Dio e l’osservanza delle leggi della Chiesa.

Fin da bambina nutrì un affetto particolare e straordinario verso la Madonna, che amava incontrare e pregare spesso durante il giorno, andando a sostare a lungo davanti alla sua immagine che si trovava nella vicina chiesetta. Erano colloqui silenziosi, fatti di sguardi e di ascolto. Un modo di incontrarsi davvero unico e singolare, se ci riportiamo ai nostri giorni! Ed era un castigo impedirle di percorrere il viottolo che dalla casa andava alla vicina Chiesa per adempiere questo incontro giornaliero.

Questo amore crebbe con lei e fece maturare nel suo cuore desideri di donazione a Dio.

Giovanna era una ragazza come le altre, amava il bello, la compagnia, le feste, ma conservava nel cuore un incontro avuto con Gesù il giorno della sua prima comunione. Ne custodiva gelosamente il ricordo e tutta la sua vita ne fu coinvolta. Fin d’allora cominciò a nutrire nel cuore il desiderio di farsi suora.

La serenità dell’ordinario della famiglia si trovò a fare i conti con la lunga malattia del padre. Giuseppe Profilio infatti a motivo delle continue traversate per il commercio dei prodotti della sua terra, si ammalò e dopo dieci anni della sua malattia lasciò i suoi privi del suo affetto e in disagiate condizioni economiche.

Nunziata Marchese, donna di forte fede, non si perdette d’animo e accogliendo un invito di parenti che si trovavano in America, decise di emigrare, per risollevare le sorti della famiglia.

La lunga traversata, i pericoli superati e le condizioni di tanti che come lei emigravano verso un futuro migliore, la segnarono profondamente.

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