Paola Paino: 110 anni e non li dimostra

La dott.ssa Paola Paino mentre svolge il suo intervento.

Intervento della dottoressa Paola Paino la sera del 31 ottobre nell'ambito della celebrazione del 110 ° anniversario della fondazione dell'Istituto delle suore francescane dell'Immacolata concezione di Lipari:

"Sono qui stasera a fare qualche breve riflessione insieme a voi, consapevole di essere alquanto  inadeguata in questo insolito ruolo che  mi è stato gentilmente offerto e affidato da suor Liliana, ruolo cui non ho voluto sottrarmi ….Direi quasi sottovoce, e con un velo di commozione, ma con un piacere enorme, dettato da un  sentimento di amicizia antica e di stima profonda che mi lega alle nostre care Suore Francescane. Senz’altro dunque con molto molto affetto …. E madre Florenzia in primis, che perdonava anche le più discole, sono certa vorrà concedere uno sguardo benevolo su di me!

Consentitemi allora di  cominciare rivolgendo un saluto deferente ed affettuoso alla Madre Generale e a tutte le Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari, qui adesso o appena ieri,  e a quelle per le quali la distanza geografica o temporale non ha mai ostacolato la profondità e la validità di una relazione interpersonale unica e speciale, che ciascuno di noi  porterà  dentro, per sempre…

Perché sappiamo bene che ci sono persone che se anche fossero dall’altra parte della terra o del cielo ne sentiremmo comunque  il profumo: profumo d’amore!

Il  pensiero loro dedicato è  quindi un abbraccio con la mente…è una carezza affidata al vento…E mi piace pensare che  un improvviso soffio di vento sia proprio la carezza di chi non è qui accanto a noi.

 

 

Nulla accade senza motivo.

E l’occasione che ci vede qui riuniti in tanti questa sera è infatti tra gli eventi  più memorabili, per i liparesi anche solo di adozione in quanto comunque legati a questi luoghi non per nascita ma per scelta….

Un momento conviviale nel ricordo di Florenzia,  cui tributiamo un sincero e doveroso omaggio di stima,   di lode e di ringraziamento, perché Madre Florenzia è nata proprio a Lipari, e noi liparesi siamo orgogliosi delle grandi cose che ha saputo intuire, e volere,  e poi di fatto realizzare, a partire da questa piccola porzione di Mondo…E ora si avvia a diventare Santa!

In sintesi diremmo una splendida pagina di storia della nostra Lipari, che germoglia e si sviluppa intorno a un personaggio definito non a caso  “il più importante del ventesimo secolo per le Isole Eolie”, e di cui non possiamo non essere orgogliosi, in un tripudio di felicità genuina, autentica,  solo “nostra” !

Che bello ripercorrere le note biografiche di questa nostra conterranea …basti solo pensare che l’Istituto delle “Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari”, è partito da Lipari nell’Arcipelago delle Eolie, diffondendosi poi in Sicilia, in Italia e all’Estero… un percorso contrario a quello tradizionale delle tante fondazioni di famiglie religiose, che si costituiscono invece in grandi città, e solo successivamente si insediano anche  nei piccoli centri…

La storia delle Isole Eolie coincide con la storia di Lipari, una storia tanto antica quanto affascinante, delle radici che legano questi luoghi alle civiltà che hanno cullato la poetica tradizione mitologica. Il suo passato racconta una storia tumultuosa fatta di conquiste e razzie da parte di popoli che comprendevano l’importanza sia strategica che commerciale di quest’isola.

Alcune fonti descrivono come la vocazione difensiva iniziale di questi popoli si tramutò, con la presa di consapevolezza della forza della loro flotta, in pirateria. ….. Mah! io preferisco, e in punta di piedi al cospetto di storici più autorevoli,  soffermarmi piuttosto sulla proverbiale e buona tradizione di ospitalità e di accoglienza, e  sulla presenza di menti illuminate che si sono impegnate per il bene della collettività e del Paese

La storia di Giovanna  appartiene a tutti,  per tanti aspetti..…Ciascuno di noi però avrà avuto di Lei una idea particolare, legata alle singole situazioni da Lei vissute e  affrontate…

A me piace  forse immaginarLa tra le molte  persone che sanno pensare in grande, che si devono  accontentare a volte di procedere sia pure a piccoli passi, ma proseguono comunque… cioè tra quelle che sanno non  arrendersi davanti alle difficoltà e alle diffidenze dei più … Perché “Chiunque può arrendersi, è la cosa più semplice del mondo. Ma resistere quando tutti gli altri si aspettano di vederti cadere a pezzi, questa è la vera forza” (Chris Bradford).

La nostra Giovanna avrà contato  piuttosto nella forza dei suoi ideali e nel sostegno della Fede ma, sicuramente, anche nella consapevolezza di avere una missione da compiere, per la quale dover andare avanti  con coraggio, con tenacia, con intelligenza e capacità di guardare lontano …

 

Lo spettacolo della natura nella luce del mattino …. Possiamo immaginare la pienezza e la gioia nel cuore di Giovanna, in quell’esclamazione bellissima ” Svegliati , mio cuore, svegliatevi, arpe e cetra, voglio svegliare l’aurora …!” si era fermata  a guardare  il sole che spunta dal mare … quel  mare osservato  che è  per tutti una specie di libro aperto (come scriveva Victor Hugo)   e Madre Florenzia – come spesso pure noi -  avrà letto tante cose affacciandosi a guardare il nostro mare! Le decisioni, quelle più importanti,  devono essere  prese infatti con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia, certo non la follia che distrugge, ma quella che conduce l’essere umano a compiere il passo al di là dei propri limiti. E “noi  eoliani, peraltro, non siamo mai stati limitati dall’essere nati in un’isola, anzi fin troppo lungimiranti” (come di recente affermava, giustamente,  la mitica cara professoressa  Caterina Conti)

 

Bisogna dunque non dimenticare di fidarsi delle proprie intuizioni e delle proprie capacità! Leggevo giustappunto stamattina una citazione che mi sembra calzante: un uccello posato su un ramo non ha mai paura che il ramo si spezzi, perché la sua fiducia non è nel ramo, ma nelle sue ali.

Beati quindi coloro che vedono il bello in luoghi umili, dove altri non vedono nulla.

 

Lipari, fra terra e mare,  il magnifico scenario in cui si delinea l’infanzia di Giovanna avrà contribuito a farle amare le cose che fa ed essere felice delle piccole cose cantate con linguaggio di tutti i giorni, quella  stessa atmosfera che avrà continuato ad assaporare poi,  per resistere  nella lontana terra d’America, così diversa dalle soleggiate zolle natie. E avrà anche Lei attinto alla  fede ricevuta anche attraverso la devozione all’apostolo San Bartolomeo, patrono di Lipari e protettore delle sette Isole Eolie e della loro gente nei momenti di sconforto e di sofferenza, specie nel distacco dal proprio Paese, fede  che ha sorretto  e consolato e ha  dato forza per ricostruire una vita in una  nuova Patria a tanti nostri amici e conoscenti, che partirono in massa verso le Americhe e l’Australia sin dalla seconda metà dell’Ottocento.

Il fenomeno migratorio  dalle Isole Eolie assunse toni più consistenti all’inizio del 1900 e negli anni ’50, subito dopo la seconda guerra mondiale. E’ dimostrato altresì che i nostri conterranei hanno conservato e custodito il senso di accoglienza, di ospitalità e di cordialità, tipico della cultura originaria. E ancora oggi, forti delle proprie radici umane e cristiane, non hanno dimenticato le abitudini, le consuetudini e i culti devozionali della propria religiosità, portati dalle isole natie e trasmesse alle nuove generazioni.

Sono tante le esperienze di sacrifici e di lacerazione  che si assomigliano, sia pure con connotati più o meno fortunati!

La vita ci spezza tutti. “Solo alcuni diventano più forti nei punti in cui si sono spezzati”, direbbe Ernest Hemingway,  e le difficoltà e le persone incontrate hanno contribuito a rendere Giovanna così come l’abbiamo conosciuta, soprattutto  attraverso i racconti e gli aneddoti via via tramandati, puntualmente  confluiti nelle opere del dott. Giacomantonio.

Direi “tessere” di uno splendido mosaico di attenzione e di amore verso i piccoli e verso gli ultimi, di conferme che più le  persone sono grandi davvero e più sanno rivelarsi naturalmente carismatiche e affabili.

Un mosaico dal quale emerge la tempra forte e generosa acquisita dalle radici del popolo di queste Isole sferzate e foggiate dal mare e dal vento.

Quante straordinarie persone, quante donne eoliane possono riflettersi nella esperienza terrena di Florenzia!

E mi piace ancora soffermarmi sul messaggio di una strada verso la santità,  cui sommessamente potremmo aspirare tutti, ciascuno per il piccolo tratto di viaggio che spetta.

“Quando cucini, lavi i panni, lavori duramente in Ufficio o dovunque ti tocchi farlo..fallo con gioia. Questa sarà la forma concreta che assumerà il tuo amore di Dio” (Madre Teresa).

Il card. Martini,  commentando la Lumen Gentiun a proposito del fatto che tutti siamo chiamati ad essere santi,  ha scritto: “Oggi nella Chiesa la santità che ci si presenta è come ogni santità eroica, qualcosa di straordinario ma insieme semplice: un eroismo semplice, una normalità esemplare, una sublimità a noi vicina, una santità popolare. In qualche modo la santità ci appare come il ponte che collega il “già” ed il “non ancora” del regno di Dio.  E come non pensare alle parole di Papa Francesco: “per essere grandi bisogna prima di tutto saper essere piccoli.. L’umiltà è la base di ogni vera grandezza”, mai perdere la Speranza dunque!

Le buone azioni non fanno poi rumore. Il bene si fa in silenzio, tutto il resto è palcoscenico. “non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso “..è come un raggio di sole tra le nuvole, significa pertanto un vero segnale di carità,  se anche Madre Teresa di Calcutta affermava “Chi, nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano!”

Che bello che  Madre Teresa, una Santa nei nostri tempi, dica  “non possiamo fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare delle piccole cose con grande amore” oppure “l’importante non è ciò che facciamo in sé, ma quanto amore mettiamo nel farlo…bisogna fare piccole cose con grande amore”, che bello che abbia fatto  proprio il messaggio di Madre Florenzia, pur non avendola mai conosciuta:

"Siate casa accogliente e amorosa".

In queste parole di Madre Florenzia è racchiuso il significato profondo di ogni forma di accoglienza, da quella materiale a quella spirituale, ed è racchiuso il significato del Carisma che nell'Amore offerto e donato, esprime il messaggio centrale del Cristianesimo. E che è poi  il messaggio universale della Chiesa che Cristo ha affidato ai suoi Discepoli “Tutto ciò che farete per ognuno di questi piccoli è come se lo faceste a me”.

“La fede senza le opere è cosa vana”, come indicato nella lettera dell’Apostolo Giacomo. In concreto, direi la stessa tradizione di accoglienza recepita positivamente di generazione in generazione dalla gente di Lipari, gente abituata alla dura quotidianità del lavoro nelle cave come sul mare, che ha sempre dimostrato doti di umana carità nei confronti delle tante persone transitate a Lipari nei vari momenti storici di condizioni di bisogno e di sofferenza (altro che pirati!!!).

Il fenomeno migratorio è peraltro una triste realtà, la sfida dell’accoglienza ai profughi è una emergenza più che mai attuale anche  in prospettiva  di questo Giubileo della misericordia voluto da Papa Francesco, che porterà sicuramente tanti frutti nuovi e buoni .

Terribile invero pensare che davanti a Dio la sofferenza sia fuori luogo, che il dolore sia fuori programma. Eppure per tanti è così, da sempre, perché i poveri e i sofferenti disturbano, ci mostrano la faccia oscura e dura della vita, quel luogo dove non vorremmo mai essere e dove temiamo di cadere. Persone relegate ai margini della strada come della vita.

In una società sempre più competitiva, che sempre più discrimina  ed esclude, è invece doverosa l’attenzione piuttosto a chi ha il passo più lento, perché è un segno tangibile dell’amore gratuito di Dio …

Quanto di attualità dunque il testamento spirituale di Madre Florenzia, raccolto dal Cappellano dell’Istituto a Roma in quel triste 21 febbraio 1956: “l’amore per Gesù è stato il culmine del mio percorso. L’amore per gli uomini e, in particolare, per i più bisognosi non è che l’estensione di questo amore. Si, l’amore è stato il movente di ogni aspirazione nella mia vita, di ogni opera intrapresa, l’amore che innalza all’Onnipotente un cantico di gioia, di gratitudine, di riconoscenza nel trambusto di una vita sacrificata , francescanamente vissuta…

Quale importante eredità lasciata  in consegna alle sorelle che l’hanno seguita!  Nelle varie case in cui la Congregazione si è sviluppata  (Lipari, Canneto, Stromboli, Petralia, Acireale, Trapani, Catania, Noto, Adrano, Palermo, Giarratana, Rosarno, Piombino, Assisi, Giarre, Messina, Roma, e  ancora in Brasile e poi in Perù)  hanno visto,  e sperimentano tuttora, lo zelo e la dedizione delle Suore in vari campi di assistenza e apostolato: asili, educandati femminili, refezioni scolastiche, orfanotrofi, ospedali, pensionati, assistenza anziani ed invalidi abbandonati, colonie estive, scuole elementari, scuole artigianali con laboratori, istruzione catechistica, cooperazione alle opere parrocchiali. …

Alcune persone entrano nella tua vita come doni… altre  invece per insegnarti qualcosa, diceva ancora Santa  Teresa di Calcutta. E a mio avviso c’è sempre qualcosa di cui essere grati… ad esempio, care persone che incontriamo cui essere  sempre riconoscenti, che lasciano il segno in quel piccolo posto chiamato cuore, dal quale non andranno via mai, perché se lo sono conquistato con l’affetto e le piccole attenzioni di ogni giorno.

Grazie dunque Florenzia, fulgido esempio di santità già sulla terra, perché con la vita e le virtù eroiche sei entrata nella storia della Chiesa, e perché possiamo sperare di vederti presto agli onori degli Altari.. Grazie a tutti e a ciascuno che siete qui per il rapporto di affetto e di amicizia che vi/ ci lega in un unico abbraccio alle nostre Suore,  direi “immense”,  non mi viene in mente altro aggettivo,  cui penso che non si dirà mai grazie abbastanza per questi “primi” 110 anni dell’Istituto, splendida realtà di accoglienza e di  amore operoso a beneficio di tutti, dai più piccoli ai primi passi nella nostra società,  ai più fragili ormai al tramonto della loro esistenza terrena…

Tra i miracoli di Madre Florenzia, visibile agli occhi di tutti, in fondo è già il suo Istituto con le sue Suore, angeli dei nostri tempi che come “Roccia di ossidiana, forte e splendente che il mar racchiudi e il bel sol rifletti” diffondono la  luce di un messaggio di amore autentico e di servizio “per i piccoli, i poveri, gli abbandonati”,  che riescono  a rendere ogni loro CASA nel mondo “Un Cenacolo santo”,  che si tramanda e si rinnova ogni giorno, tutti i giorni  …

 

Abbiamo imparato, sia pure con qualche fatica, che la vita di una Suora è itinerante: non può fermarsi, deve amare e poi andare avanti, per trovare  altre persone che hanno bisogno di amore.   

E allora lasciatemi concludere con le parole di Santo Papa Giovanni Paolo II: “ E quando le vostre gambe saranno stanche …camminate con il cuore”

e con  tutto il nostro affetto….Auguri !