Due ragazzi di Patti innamorati di Florenzia scrivono

Madre Florenzia,nostra amatissima conterranea

Madre Florenzia Profilio, il sole di Lipari

“Santa” seguendo le vie del Vangelo e della verità,

E’ bello sapere che nella terra di Lipari ci possa essere presto un santa, nostra conterranea.

Gesù ci ha graziato della presenza di Madre Florenzia Profilio. Una amica e allo stesso tempo anche sorella e madre. Ha camminato con noi, ha pregato con noi,ha ringraziato Dio con noi.

L'attività della casa di Cravinhos e di Jabotical in Brasile

ASSOCIAÇÃO DAS IRMÃS FRANCISCANA

Attivitá della casa di Cravinhos

CRECHE  IMACULADA  CONCEIÇÃO

Fondata Il 25.08.1.95

É una proposta pedagógica - educativa  e attenziona  230 bambini dall´etá di sei mesi ai sei anni, da lunedí a venerdí, a tempo pieno,  senza distinzione di razza o  religione,  dando opportunitá ai  genitori di lavorare con tranguillitá.

Dicono di noi: L'Agenzia Fuoritutto sulla celebrazione del Transito

Madre Florenzia di Lipari: tra cronaca, fede e fantasia

Categoria: Cultura   Pubblicato: 25 Febbraio 2015

Si era a metà del mese di febbraio del 1956 ed a Roma, nevicava già da qualche giorno e Madre Florenzia, capì che le forze la stavano abbandonando presagendo in cuor suo che la meta agognata era vicina. Era il preludio per la sua nuova vita celeste.
Madre Florenzia, al secolo Giovanna Profilio, di Lipari, di li a qualche giorno salì nel Regno di Dio.
Con  queste parole,  Madre Liliana Pagano, Superiora Generale della Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari, la sera del 21 febbraio u. s. dopo aver concisamente illustrato la vita e le opere compiute dalla stessa  rievocava con malcelata commozione ai fedeli l’anniversario del suo Transito: “Da Pirrera, Giovanna, aveva guardato il mare azzurro e immenso che si stendeva fino all’orizzonte per incontrare il cielo … la luce infinita del cielo è stata la meta sognata durante il viaggio terreno e raggiunta attraverso un cammino illuminato da momenti di preghiera, di silenzio, di riflessione, di ascolto, alla ricerca della santità nelle semplici vicende della vita quotidiana”.

Florenzia santa per la sua pazienza?

L’intervento di Michele Giacomantonio letto domenica 22 febbraio durante la celebrazione della memoria del 59°anniversario del transito di Florenzia.

Mi sono convinto studiando e riflettendo sulla vita di Florenzia che la virtù maggiore che ha connotato la virtù della Serva di Dio, dalla fanciullezza alla vecchiaia, sia stata la pazienza.

La pazienza più dell’obbedienza. L’obbedienza era naturalmente uno dei tre voti, uno dei tre consigli evangelici capisaldi della sua vita consacrata, ma l’obbedienza di Florenzia era così salda e spontanea senza apparire mai costrizione e subordinazione reverenziale al superiore perché era fondata sulla certezza incrollabile e senza dubbi che il suo progetto – dalla propria vocazione alla promozione dell’Istituto e quindi alla affermazione di questo – era voluto da Dio. Una certezza che derivava dall’”ascolto della voce” maturato nella preghiera e nel silenzio.

 

Celebrato il 59° anniversario del transito della Madre

Sabato 21 e domenica 22 nella Casa Generalizia di via delle Benedettine a Roma si è celebrata la ricorrenza del transito di Madre Florenzia avvenuta il 21 febbraio 1956.  Nella giornata di sabato vi sono stati i solenni Vespri presieduti da S. Ecc. Mons. Antonio Staglianò , Vescovo di Noto (Siracusa) che tenuto una omelia sul significato della morte cristiana. E' seguito un concerto dei cantori della Cappella Sistina, quindi i ragazzi del gruppo "Porziuncola" di noto hanna rappresentato le lodi con brani presi dal testo ispirazionale relativi al carisma di Florenzia. Un incontro di festa conviviale offerto dalla Officina gastronomica di Trapani ha chiuso la serata.

 

Portate l’abbraccio di Dio

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 19a Giornata mondiale della vita consacrata (2 febbraio 2015)

L’Anno della vita consacrata, che papa Francesco ha indetto a cinquant’anni dal decreto conciliare Perfectae caritatis, acquista una singolare risonanza nella prossima Giornata mondiale della vita consacrata, che celebriamo il 2 febbraio. Ogni anno in tale contesto contempliamo il mistero della Presentazione di Gesù al tempio. E proprio dal racconto dell’evangelista Luca vogliamo prendere la prima parola su cui fermarci insieme: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli” (Lc 2,30-31). Non è forse questo che la nostra gente chiede alle persone consacrate? Occhi che sappiano scrutare la storia guardando oltre le apparenze spesso contraddittorie della vita, che lascino trasparire vicinanza e possibilità nuove, che illuminino di tenerezza e di pace.

Florenzia e il cammino verso la santità

A sinistra la chiesetta della Casa di preghiera di Pirrera, una volta abitazione della famiglia Profilio dove Giovanna è nata ed ha vissuto la sua fanciullezza e la sua prima giovinezza. Da qui il 30 dicembre 2014 è partita una processione che si è diretta alla Chiesa parrocchiale dove altri fedeli erano giunti in pulman da Lipari.. Quest'anno il 30 dicembre, giorno della nascita di Florenzia, ha assunto una particolare solennità perché il prossimo aprile si riaprirà il processo canonico e quindi riprende il cammino per il riconoscimento della sua santità. E’ opportuno fare quindi il punto sulla strada percorsa sino ad ora.

 

Maria Madre dello Stupore

Madre Florenzia Profilio non parlò mai di Maria come Madre dello Stupore, ma questo appellativo della Vergine che le sue figlie hanno promosso e proposto nel maggio del 2007, è non solo fedele alla spiritualità di Florenzia ma coglie, in maniera geniale, quell’ansia a spingere innanzi – per adeguarle ai segni dei tempi – le  proprie conoscenze e la propria operatività che fu della Serva di Dio.

Il canto di una vita. La spiritualità di Florenzia

 Quella del martedì, 21 febbraio 1956, fu la giornata fatidica. Pioveva e vi era umido e freddo. La mattina Florenzia non se la sentì di alzarsi per sedersi sulla sua poltrona come faceva sempre, ma rimase a letto. Questo fu il segnale che soffriva molto e le forze la sorreggevano sempre meno, anche se lei alle domande di come si sentisse rispondeva sempre “bene”(…). Le suore passarono il pomeriggio tutte intorno a Florenzia e – vedendola serena e attenta, come al solito, alla conversazione – si interrogavano perché mai il parroco avesse voluto amministrarle l’estrema unzione (…).

Questa era la stanzetta di Florenzia nella Casa di Roma, ora trasformata in cappella.

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